L'impianto fotovoltaico produce meno: le cause

Succede quasi sempre in primavera, quando si riguardano i numeri della stagione precedente. L'impianto produce, l'inverter non segnala errori, eppure il confronto con l'anno prima non torna. La domanda giusta non è se ci sia un problema, ma di che tipo sia: sporco, ombra, degrado o guasto lasciano firme diverse nei dati, e distinguerle costa mezz'ora di attenzione.

Prima di tutto, il confronto giusto

La maggior parte dei falsi allarmi nasce da un confronto mal impostato. I totali mensili non dicono quasi nulla, perché un maggio piovoso e un maggio sereno non sono paragonabili. Il confronto utile è tra giornate serene simili nello stesso periodo dell'anno, meglio ancora se guardi la curva di produzione della giornata e non solo il totale. Se il tuo sistema di monitoraggio conserva lo storico, è lì che va cercata la risposta, non nella sensazione che qualcosa vada male.

Tutto l'impianto o solo una parte?

È la domanda che dimezza subito le possibilità. Se il tuo monitoraggio mostra le singole stringhe o i singoli moduli, guarda se il calo è distribuito o concentrato. Un calo uniforme su tutto l'impianto punta verso qualcosa che riguarda l'intera superficie, tipicamente lo sporco, oppure verso l'inverter. Un calo concentrato su una zona del tetto punta verso un'ombra nuova, un modulo in sofferenza o un problema di connessione su quella stringa.

Il calo graduale e uniforme: quasi sempre sporco

Lo sporco ha una firma riconoscibile: peggiora lentamente, riguarda tutti i moduli allo stesso modo e non produce mai un gradino netto. In media il soiling costa il 3-7% di produzione all'anno, e negli ambienti polverosi arriva al 15-25%. È anche l'ipotesi più facile da verificare, perché basta guardare: il vetro pulito riflette il cielo in modo netto, il vetro velato lo riflette sfocato, e il bordo inferiore dei moduli è il punto dove i depositi si accumulano per primi. I segnali sono elencati nella guida su come capire se i pannelli sono sporchi.

Il gradino improvviso: guasto, blocco o distacco

Se il calo compare da un giorno all'altro e poi resta stabile, non è sporco. Le cause tipiche sono l'inverter che va in blocco o lavora in modo intermittente, una stringa che si è staccata, una protezione che interviene, un connettore ossidato. Sono verifiche e riparazioni elettriche che vanno affidate a un tecnico abilitato, non a chi si occupa di pulizia: qui il nostro consiglio è chiamare l'installatore o un elettricista qualificato, e farlo presto, perché una stringa ferma per mesi è una perdita che non si recupera.

Le ombre nuove che nessuno ha notato

Questa è la causa più sottovalutata, perché cresce piano. Un albero che in cinque anni è arrivato all'altezza della falda, una siepe, un'antenna montata dopo, una canna fumaria rifatta più alta, un edificio nuovo accanto. L'ombra sui moduli non è proporzionale: basta una porzione di cella coperta perché tutta la stringa collegata renda meno, quindi un ramo può pesare più di quanto sembri. La firma nei dati è caratteristica: il calo si presenta sempre nella stessa fascia oraria e si sposta con le stagioni. Se l'ombra è permanente, il rischio a valle sono gli hot spot.

Il degrado fisiologico

Una quota di calo è normale e prevista: le celle perdono ogni anno una piccola percentuale di potenza, dichiarata nella garanzia di prestazione del modulo e riportata sulla scheda tecnica del tuo impianto, che vale la pena andare a leggere. Ma è un decadimento lento e regolare, dell'ordine di frazioni di punto percentuale l'anno: non spiega mai uno scarto vistoso rispetto alla stagione precedente. Quando qualcuno liquida un calo evidente come «invecchiamento», di solito non ha guardato le altre tre ipotesi.

Come arrivare a una risposta

L'ordine sensato è dal più semplice al più complesso: confronto dei dati su giornate omogenee, ispezione visiva da terra, controllo delle ombre nelle diverse ore, e solo dopo verifica tecnica. Quando i dati non bastano, una revisione dell'impianto misura la resa reale e controlla stringhe, connettori e guarnizioni, mentre l'ispezione termografica mostra celle in sofferenza e connessioni difettose che a occhio nudo non si vedono. Le voci da controllare periodicamente sono nella checklist di manutenzione.

In Toscana molti cali stagionali hanno spiegazioni locali e ricorrenti: salsedine sulla costa livornese e pisana, polveri agricole nell'entroterra, pinete che ombreggiano e riempiono di aghi le coperture. Se vuoi capire da cosa dipende il calo del tuo impianto, guarda la pagina Livorno e la costa oppure richiedi un preventivo gratuito e personalizzato.

Domande frequenti

Sì, una quota di calo è fisiologica: le celle perdono ogni anno una piccola percentuale di potenza, indicata nella garanzia di prestazione del modulo e riportata sulla scheda tecnica. È però un decadimento lento e regolare. Se lo scarto rispetto all'anno prima è netto e improvviso, la causa è un'altra.
Dipende dal dato che hai. Il confronto valido è tra periodi omogenei e giornate serene simili, non tra totali mensili, perché un mese piovoso falsa tutto. Meglio ancora se il tuo sistema mostra le singole stringhe: uno scarto tra stringhe è molto più informativo di un calo complessivo.

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