Foglie sul tetto e sotto i pannelli: cosa fare prima delle piogge di novembre

Con la caduta delle foglie il tetto cambia. Quelle portate dal vento si fermano dove l'acqua rallenta: lungo il bordo basso dei moduli, negli angoli tra pannello e tegole, nelle grondaie. Lì restano, si inumidiscono con la prima pioggia e diventano un problema: meglio affrontarlo prima dei temporali di novembre.

Dove si accumulano le foglie su un tetto con fotovoltaico

I moduli creano nuove tasche: la fessura fra il telaio e il manto di copertura, lo spazio dietro il bordo basso, i canali fra file vicine. Con un tetto in coppi le foglie scivolano meno, perché la superficie è irregolare, e tendono a restare incastrate. La stessa cosa succede sulle falde basse e sulle sporgenze, dove l'acqua ristagna più a lungo.

La pendenza e l'esposizione fanno la differenza: sulle falde meno inclinate e riparate dal vento l'accumulo è maggiore, mentre sulle falde esposte le foglie vengono spazzate via più facilmente. Anche un camino o un abbaino a monte dei moduli può trattenere fogliame e rilasciarlo tutto insieme alla pioggia successiva.

I danni che non si vedono subito

Le foglie accumulate trattengono umidità. Dove l'umidità resta, in poche settimane attecchiscono muschio e alghe: ne parla la guida su muschio, licheni e alghe su tetto e pannelli. Se il fogliame ostruisce la gronda, l'acqua tracima e scende dove non dovrebbe, ad esempio lungo le pareti o sotto i coppi. E se le foglie si adagiano sul vetro, fanno ombra e, quando si staccano, lasciano aloni scuri.

Ricorda che liberare le foglie non è una questione solo estetica: un canale libero è ciò che permette all'acqua di scendere dove deve, lontano dai muri e dalle fondazioni. Un tetto con impianto che funziona bene d'inverno è un tetto in cui l'acqua ha sempre un percorso aperto, dalla falda fino al pluviale, senza ristagni lungo il bordo dei moduli.

Quando intervenire

Il momento più utile è dopo che la maggior parte delle foglie è caduta e prima delle piogge forti. Per molti tetti toscani significa fra metà e fine novembre, ma dipende dalle piante intorno: i sempreverdi, come lecci e pini, rilasciano foglie e aghi più a lungo, e per quelli c'è una guida dedicata agli aghi di pino e alla resina. Dopo temporali o allerta meteo conviene ricontrollare, perché il vento sposta nuovo fogliame.

Foglie secche e foglie bagnate non sono la stessa cosa

Le foglie secche si muovono con il vento e spesso lasciano il tetto da sole. Quelle bagnate aderiscono al vetro e ai coppi, si impastano con la polvere e formano uno strato che non si stacca con un colpo di vento. Dopo qualche giorno di pioggia iniziano a degradarsi e rilasciano pigmenti che macchiano il vetro e il manto. È per questo che la stagione delle prime piogge è la più delicata: il fogliame passa da inerte a problematico nel giro di pochi giorni.

Un'ulteriore complicazione sono i frutti e i semi degli alberi vicini, come ghiande, castagne e bacche, che rotolano nelle canalette e le ostruiscono, e attirano uccelli e piccoli animali nelle zone più nascoste del tetto.

Un controllo semplice da fare a fine novembre

Quando la maggior parte delle foglie è caduta, vale la pena guardare il tetto con calma, da terra, in una giornata asciutta. Osserva se lungo il bordo basso dei moduli ci sono accumuli visibili, se la grondaia ha erba o foglie che spuntano e se, dopo una pioggia, l'acqua scende in modo regolare dai pluviali o tracima dalle gronde. Una foto per ogni lato della casa, ripetuta ogni autunno, ti permette di vedere come cambia la situazione e di decidere in tempo.

Cosa non fare da soli

  • salire su coppi bagnati o su foglie umide: sono scivolosi e fragili;
  • usare idropulitrici: a pressione alta, sollevano le tegole e forzano l'acqua sotto il manto;
  • raschiare il fogliame secco dal vetro con attrezzi rigidi: graffia l'antiriflesso.

Come lavoriamo noi

Lavoriamo con attrezzatura anticaduta, a tetto asciutto, e liberiamo bordi, canali e grondaie senza spostare i coppi. Sui moduli usiamo il metodo SolarPure System©: acqua filtrata all'origine, prodotti specifici e certificati per la pulizia dei pannelli, spazzole morbide a doppia inversione, sempre a bassa pressione. Per l'intervento sulla copertura c'è il servizio di pulizia del tetto e delle grondaie.

Se il tuo tetto è circondato da castagni, querce o pini, come spesso accade sulle colline lucchesi, scrivici dalla zona di Lucca per un preventivo gratuito e personalizzato.

Domande frequenti

Sì, se coprono parte delle celle. Una foglia bagnata e appiccicata al vetro fa ombra e, poiché l'ombra su un modulo non è proporzionale, può far rendere meno tutta la stringa collegata. Le foglie secche spesso vanno via con il vento, quelle umide restano e lasciano anche aloni scuri quando si staccano.
Dipende dal tetto, ma è un lavoro da affidare a chi sa muoversi in sicurezza. Un getto d'aria può spostare le foglie senza danni, ma salire su coppi umidi o su un tetto inclinato espone a cadute serie. Si lavora con attrezzatura anticaduta e a tetto asciutto, non con una scala appoggiata.

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