Pulizia dei pannelli bifacciali e vetro-vetro

I moduli bifacciali e vetro-vetro sono ormai comuni sui capannoni, sulle pensiline e sugli impianti a terra, e cominciano ad arrivare anche sui tetti residenziali. In rete si trova moltissimo su quanto rendono e su come vanno montati, quasi nulla su come si tengono in efficienza una volta installati. Ed è un peccato, perché la manutenzione di un bifacciale non è la stessa di un modulo tradizionale.

Cosa cambia rispetto a un modulo normale

In un pannello tradizionale la faccia posteriore è opaca e serve solo da protezione. In un bifacciale il retro è trasparente, di solito perché il backsheet è sostituito da un secondo vetro, e le celle sono attive su entrambi i lati. La faccia dietro raccoglie la luce riflessa dalla superficie sottostante, quella che in gergo si chiama albedo. Ne consegue una cosa semplice e spesso ignorata: la superficie sotto il pannello fa parte dell'impianto, e se si sporca o si scurisce, la produzione scende senza che nessun componente si sia guastato.

Il retro sporco e la superficie che riflette

Su una struttura rialzata, a terra o su tetto piano, sotto i moduli si accumulano ragnatele, polvere, foglie e nidi. Sul lato posteriore del vetro si forma con il tempo una velatura che nessuna pioggia raggiunge, perché quella superficie è riparata per definizione. In parallelo si sporca o si scurisce il piano sottostante: la ghiaia chiara si copre di terra e di erba, la guaina bianca dei tetti piani ingrigisce, il calcestruzzo si macchia. Sono tutte perdite silenziose che non compaiono come guasto in nessuna app.

Ombre e depositi pesano di più

Su qualsiasi modulo l'ombra non è proporzionale: basta una porzione di cella coperta perché tutta la stringa collegata renda meno. Su un bifacciale questo vale per due facce invece che per una, e un ostacolo dietro il modulo, un cavo, una staffa aggiunta dopo, un accumulo di sfalcio, produce lo stesso effetto di un'ombra frontale. Quando l'ombreggiamento è persistente, il rischio a valle è quello descritto nella guida sugli hot spot e i punti caldi.

I bordi: il punto delicato dei moduli senza cornice

Molti vetro-vetro sono frameless, cioè senza cornice in alluminio, e vengono fissati con morsetti. Il bordo del vetro è quindi esposto e va trattato con cautela: nessuna leva, nessun raschietto vicino al perimetro, nessuna spazzola premuta contro lo spigolo. Attenzione anche ai morsetti stessi, che nel tempo possono raccogliere depositi e trattenere umidità. Sono controlli che rientrano naturalmente in una revisione tecnica dell'impianto, dove si guardano fissaggi, guarnizioni e connessioni oltre alla superficie.

Il bordo inferiore e i moduli poco inclinati

Sui tetti piani i bifacciali si montano spesso con inclinazioni contenute. Meno pendenza significa acqua che defluisce più lentamente e deposito che si concentra in una fascia scura lungo il bordo basso del modulo, dove tende anche a cementarsi. È il punto da guardare per primo quando si valuta se un impianto ha bisogno di un lavaggio, e va incluso nei controlli periodici insieme al resto della checklist di manutenzione.

Come si lavano

Il metodo non cambia rispetto ai moduli tradizionali, cambia l'estensione del lavoro. Si lavora a modulo freddo, con acqua filtrata all'origine, prodotti certificati per il fotovoltaico e spazzole morbide a bassa pressione, e quando il retro è raggiungibile si lava anche quello, con la stessa delicatezza e senza forzare sui morsetti. Restano validi tutti i divieti di sempre: niente idropulitrice, niente detersivi domestici, niente raschietti. Va valutata a parte la superficie riflettente sottostante, che nel caso di un tetto piano è la guaina e va trattata per quello che è, cioè un manto impermeabile.

Dove li vediamo più spesso

In Toscana i bifacciali si trovano soprattutto sulle coperture piane dei capannoni della piana tra Firenze, Prato e Pistoia, sui magazzini del vivaismo pistoiese e sulle pensiline delle aziende agricole. Sono contesti in cui polveri di lavorazione, traffico di mezzi e coperture chiare si combinano in modo particolare, e in cui la resa del lato posteriore dipende davvero da quanto è tenuta pulita la superficie sotto i moduli. Se hai un impianto di questo tipo, vedi la pagina Pistoia e Prato oppure richiedi un preventivo gratuito e personalizzato.

Domande frequenti

Sì, quando è raggiungibile. Nei moduli bifacciali la faccia posteriore è trasparente e produce energia dalla luce riflessa, quindi polvere, ragnatele e depositi la penalizzano come penalizzerebbero la faccia anteriore. Su impianti a terra o su strutture rialzate il retro è accessibile; su falda aderente al tetto, quasi mai.
No. La struttura a doppio vetro è più robusta verso umidità e sollecitazioni meccaniche, ma la superficie resta vetro fotovoltaico con rivestimento antiriflesso: raschietti, spugne abrasive e sabbia trascinata a secco rigano allo stesso identico modo. Cambia la resistenza del modulo, non quella del rivestimento.

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