Alberi cresciuti sopra l'impianto: quando un ramo costa resa

Un impianto installato dieci o quindici anni fa è stato progettato sul giardino di allora. Nel frattempo il pino è raddoppiato, il cipresso ha chiuso il varco, il vicino ha alzato una tettoia e l'antenna nuova proietta una riga sottile sul terzo modulo. Nessuno di questi cambiamenti fa scattare un allarme, ma insieme spiegano una parte importante dei cali di resa che vengono attribuiti allo sporco o all'invecchiamento.

Un'ombra piccola, una perdita sproporzionata

La regola che sorprende chi non è del mestiere è questa: l'ombra su un modulo non è proporzionale, basta una porzione di cella coperta perché tutta la stringa collegata renda meno. Le celle di una stringa sono in serie, e la corrente che passa è quella della cella più penalizzata. Un ramo che copre pochi centimetri quadrati non toglie pochi centimetri quadrati di produzione: strozza tutto il ramo elettrico a cui appartiene.

I diodi di bypass integrati nei moduli servono proprio a limitare il danno, escludendo la porzione ombreggiata. Limitano, non annullano: la sezione esclusa smette comunque di produrre, e nel frattempo la cella coperta si scalda perché dissipa in calore l'energia che non riesce a convertire. È esattamente il meccanismo descritto nella guida sugli hot spot e i punti caldi dei moduli.

Gli alberi crescono, il sole si abbassa

Il secondo motivo per cui questi problemi compaiono all'improvviso è astronomico. D'estate il sole è alto e l'ombra di un albero resta corta; d'inverno lo stesso albero proietta un'ombra molto più lunga, che può arrivare sul tetto anche se in agosto non lo sfiorava. Molti proprietari se ne accorgono a novembre e pensano al guasto, mentre l'ombra c'era già da anni ma passava accanto ai moduli invece che sopra.

Le specie che crescono in fretta sono anche quelle più diffuse nei giardini toscani: pino domestico, cipresso, leccio, platano. Una crescita di un metro l'anno, che nessuno percepisce guardando la pianta ogni giorno, in cinque anni sposta il confine dell'ombra di parecchi metri.

Non solo alberi

La stessa dinamica vale per elementi che compaiono dal nulla e restano invisibili finché non si guardano i dati.

  • Antenne, parabole e camini nuovi, che proiettano ombre strette ma lunghe nelle ore basse.
  • Pannelli solari termici o unità esterne installati dopo il fotovoltaico sulla stessa falda.
  • Tettoie, pergole e sopraelevazioni degli edifici confinanti.
  • Erba e vegetazione bassa sugli impianti a terra, un caso a sé trattato nella guida sugli impianti a terra e l'erba alta.

Come si legge nei dati di produzione

L'ombreggiamento lascia una traccia riconoscibile. La curva giornaliera ha un gradino nella stessa fascia oraria, spesso al mattino presto o nel tardo pomeriggio, e il gradino si sposta lentamente di settimana in settimana seguendo la stagione. Se l'inverter ha due ingressi, il calo di solito riguarda solo uno dei due.

Lo sporco, al contrario, abbassa l'intera curva senza gradini e peggiora nel corso dei mesi. Quando i due fenomeni si sommano diventa difficile separarli a occhio: in quel caso conviene un controllo tecnico con verifica della resa, che confronta le stringhe fra loro e individua da dove viene la differenza.

Cosa si può fare, e chi deve farlo

La soluzione più semplice è quasi sempre la potatura, che va affidata a un giardiniere o a un'impresa specializzata, soprattutto se si lavora sopra un tetto con un impianto sotto: i rami che cadono sui moduli fanno più danni dell'ombra che facevano. Se l'ombra non è eliminabile, la strada tecnica sono gli ottimizzatori di potenza a livello di modulo, ed è una valutazione che spetta a un installatore abilitato: noi non interveniamo sulla parte elettrica dell'impianto.

Quello che possiamo fare è togliere tutto il resto, perché ombra e deposito si sommano: su un modulo già penalizzato da un ramo, il velo di sporco pesa il doppio. Il lavaggio con il SolarPure System© lavora a bassa pressione con acqua filtrata all'origine, prodotti certificati per il fotovoltaico e spazzole morbide.

Sulle colline e nelle pinete toscane succede prima

Fra pini marittimi della costa, cipressi delle colline senesi e lecci della Maremma, la vegetazione toscana cresce vicino alle case e cresce in fretta. Un controllo periodico che guardi anche il contorno dell'impianto, e non solo il vetro, intercetta l'ombra prima che diventi un hot spot. Se vuoi far verificare la situazione sul tuo tetto, chiedi un preventivo gratuito e personalizzato.

Domande frequenti

No, ed è l'errore più comune. L'ombra non si comporta in modo proporzionale: basta una porzione di cella coperta perché tutta la stringa collegata renda meno. Un ramo che sfiora l'angolo di un modulo può quindi penalizzare l'intera fila collegata a quell'ingresso dell'inverter, non solo il pannello che vedi in ombra.
Dipende dall'orario. L'ombra produce un calo che si ripete sempre nella stessa fascia oraria e cambia con le stagioni, perché il sole si abbassa in inverno. Lo sporco invece abbassa tutta la curva della giornata in modo uniforme e peggiora lentamente nel tempo, senza legarsi a un orario preciso.

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